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OVALE OLTRE LE SBARRE

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L’idea rimanda a ‘Quella sporca ultima meta’, film di Robert Aldrich del 1974 con Burt Reynolds, in cui un ex campione di football americano finito in carcere diventa il leader di una raccogliticcia squadra di detenuti che batterà le guardie carcerarie all’ultimo secondo di una partita che può finire così soltanto in un film. Ma siamo a Torino, non negli Stati Uniti, lo sport è il rugby, che del football ha la palla ovale e qualche altra regola, e le partite questa volta finiscono come devono finire, qualche volta si vince, qualche altra si perde. E’ la storia della Rugby Drola, prima squadra composta solo da detenuti, che partecipa da quest’anno a un torneo federale, il campionato di serie C 3, poco più che provinciale. Ventuno gli elementi in squadra, i 15 titolari più le riserve, fatti arrivare da diverse carceri italiane. Sono soprattutto stranieri, in maggioranza extracomunitari, qualcuno ha militato nella nazionale del proprio paese. Tutti un po’ arrugginiti per la lunga inattività. L’idea è partita l’anno scorso, c’è voluto un lungo lavorio per metterla in piedi: contatti ministeriali, permessi, deroghe per poter giocare tutte le partite in casa – sì, la Drola ha questo vantaggio, gioca sempre sul proprio terreno, nel carcere Lorusso e Cutugno, facile immaginare il perché – assenso delle altre società iscritte al campionato. Superati tutti gli ostacoli burocratici quest’anno la Drola si è iscritta al torneo e ha cominciato male, perdendo le prime due partite. Poi ha iniziato il recupero, grazie anche al fatto che i giocatori si allenano 14 ore la settimana, non avendo molto altro da fare, mentre i loro colleghi non hanno questa possibilità. La Drola è allenata Stefano Rista, ex giocatore del Cus Torino, l’anno scorso a Settimo. I componenti la squadra sono stati sistemati tutti nella sezione Arcobaleno del carcere delle Vallette, quella che ospita anche il polo universitario e il programma per il recupero dei tossicodipendenti. La Drola vanta un’altra peculiarità, più che un primato si tratta di una curiosità. Nel rugby si sa vige la regola del terzo tempo, che rafforza lo spirito sportivo che il gioco incarna: la squadra ospitante al termine della partita offre del cibo agli avversari. Al CESIN Cus Torino ad esempio pasta asciutta e birra per tutti. In carcere la birra è vietata, la Drola ai suoi ospiti non fa mancare fumanti piatti di lasagne.